Una grande differenza separa l'aiuto vero dall'indulgere all'autocommiserazione altrui.
Ne parla lucidamente Don Juan, ma traspare da molti pensieri di San Josemaria, duri quasi quanto certe frasi riportate nei Vangeli. Neppure nel Libro dei Mutamenti troviamo tracce di buonismo, né in alcuna religione, quando ci inoltriamo nella mistica.
Interpretazioni fallaci e melense scambiano il perdono per un'indulgenza plenaria: il perdono è difficilissimo, perché è un atto rivolto verso se stessi. Ben pochi riescono a perdonarsi. Perdonarsi significa asciugare il ricordo. Tutt'altro, rispetto a quello strano sentimento, composto da proporzioni diverse di paura, pigrizia, superbia e ipocrisia, che induce a dichiarare il proprio falso perdono verso persone e azioni.
Le stesse componenti, paura, pigrizia, superbia e ipocrisia, affannano l'aiuto reciproco, ne sterilizzano le conseguenze, lo rendono inservibile quando non controproducente.
Una volta, un'anziana insegnante mi ha colpito con una frase dura e affilata di cui non ricordo le parole, ma il tono e l'asprezza. Ancora la ringrazio, purtroppo non è bastata a frantumare il suo obiettivo, l'accidia che ancora mi perseguita.
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