Hermann Oberth (uno dei pionieri dell'astronautica, se non ricordo male) si dibatteva, febbricitante, nel suo letto, ritornando, tra sogni e dormiveglia, al romanzo che stava leggendo: dalla terra alla luna, di Verne. Non lo convinceva affatto quel cannone che spara il razzo come un proiettile. Qualcosa lo deve guidare e accompagnare nel viaggio, un motore, un sistema di propulsione e direzionamento. Aveva ragione, come dimostrarono le alterne fortune dell'astronautica.
Il calcio d'inizio non funziona. Mai.
Non funziona negli incubatori di start-up d'impresa. Terminato il periodo nel nido, molte di queste brillanti nuove imprese chiudono rapidamente. E quelle che non chiudono probabilmente sarebbero sopravvissute anche senza supporto iniziale.
E non funziona nel sistema formativo. Se la responsabilità della struttura didattica termina il giorno dell'esame, lo scollamento con la realtà resta tale da indurre le organizzazioni lavorative a ritenere il neodiplomato o laureato un semilavorato grezzo, acerbo per il lavoro, di fatto ancora da formare (come dimostrano le offerte di lavoro "minimo n anni di esperienza").
La soluzione di continuità tra partenza e cammino, rodaggio e normalizzazione, genera disastri. Occorre inserire correttamente il nuovo elemento nel sistema, e controllarne nel tempo la compatibilità. Questo deve essere il principio ispiratore nell'avviamento di nuove professionalità, risorse e organizzazioni.
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