Si potrebbe osservare, scorrendo questo blog, l'appartenenza di tutti i post alla medesima categoria: Dal profondo. Scelta che irride all'esistenza stessa delle categorie, denunciandone la complicata inutilità. Ma per qualche post la scelta è indiscutibile, come in questo caso.
Che cosa è la comunicazione verticale? Niente che abbia a vedere con il marketing o amenità del genere. Partiamo da un'altra domanda: come immaginiamo i fantasmi, i mostri, gli extraterrestri? Inquietanti o spaventosi, ma come noi. Ovvero, all'incirca delle nostre dimensioni (poco più grandi i Godzilla e i King Kong) esseri con cui possiamo rapportarci, a parte forse alcuni racconti dell'orrore in cui un microorganismo ingloba gli elementi circostanti e si moltiplica, passando dall'invisibile all'immenso.
Difficile pensare di dialogare con consapevolezze il cui veicolo è un batterio o un pianeta. Ma mi pare di intuire che qualcuno ha provato, e prova, a spezzare anche questo confine che ci relega alla comunicazione orizzontale, con esseri reali o immaginari a portata della nostra percezione, quindi della dimensione del nostro corpo.
E' possibile incrinare la barriera della nostra dimensione, per sciogliere la nostra consapevolezza in quelle miriadi di vibrazioni che forse collaborano senza saperlo, o viceversa comprendere l'analoga e rovesciata situazione per cui altro non siamo che minime vibrazioni della consapevolezza di un organismo che chiamiamo Terra? E questa barriera è condivisa dagli altri livelli, oppure i batteri comunicano consapevolmente con il pianeta, e noi, grotteschi mangiatori di frutti proibiti, apparteniamo all'unico livello chiuso in se stesso e incapace di uscire dal proprio guscio, quella casella sfortunata che blocca i viaggiatori nel gioco dell'oca?
Salvo, naturalmente, recuperare ben più ampie facoltà interlocutorie nel tempo del sogno, e dimenticarle nell'attimo doloroso e sorprendente del risveglio. Credo e spero che mi venga concessa qualche altra scoperta in questo senso, sempre che io sia in grado di mantenere lucido l'anello che mi può collegare al sapere (mantenere lucidi gli anelli non è la mia specialità, come sa il mio unico lettore).
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