Vi racconto una storia.
Tre amici camminano in un bosco.
Più si inoltrano, più sono avvolti dalla nebbia e dall'oscurità. Ma non se ne accorgono, tanto lento e graduale è il passaggio dalla luce alla penombra, e cantano in allegria.
Credono di distinguere ogni particolare, si indicano a vicenda i cespugli, i rami degli alberi, i fiori, non concordano sui particolari.
Abbassano la testa per evitare un'ombra che sembra un ramo. Corrono dietro a un coniglio inesistente e inciampano in radici che non hanno visto, si accusano di avere disseminato di trappole il cammino, annusano estasiati il profumo di una macchia di resina, che pare la corolla di un'orchidea.
Uno resta indietro per raccogliere piccole mele che si rivelano bacche velenose, e muore.
Un altro raccoglie un ramo curvo e lo tiene teso davanti a sè, a indicare la strada, inizia a procedere in cerchio, e tornando di continuo sui suoi passi si convince di avere scoperto un ordine nel bosco.
Il terzo avanza solitario, a fatica, ogni sua percezione viene smentita all'istante, comprende che ogni suo gesto, derivando da percezioni errate, crea o attira nuovi pericoli.
Ha paura, è disperato, Si accorge del buio e della nebbia.
Piange, e le lacrime gli lavano le pupille, torna a vedere un po' di luce. Distingue ancora pochissimo, ma abbastanza da comprendere che tutte le impressioni scambiate con i compagni non corrispondevano in nulla al bosco.
Non so come va a finire questa storia. Probabilmente male.
Thanks for writing this.
Scritto da: Opa | 25 aprile 2009 a 15:50