Non è il principe Amleto, mentre scopre il crimine della madre, né Lear nella bufera, cacciato dalle figlie, né Otello davanti al corpo inerte della moglie, a vivere il momento più disperato dell'opera di Shakespeare, né tantomeno l'irriducibile e impenitente Riccardo III che non trova un cavallo per fuggire, bensì Macbeth, solo e al termine della tragedia, quando pronuncia quelle parole terribili "la vita ... è una favola raccontata da un'idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla". Desidera, Macbeth, di non essere mai nato, desidera l'inesistenza di tutto.
Il motivo della sua disperazione (l'abisso in cui affonda in seguito al primo assassinio, un succedersi di porte che lo conducono in luoghi sempre più oscuri e soffocanti) è, pure nel suo orrore, una vicenda in cui sentiamo l'eco dell'animo umano, come in tutte le pagine del bardo inglese, ma un'altra considerazione ci suggerisce quell'ultimo monologo.
Una favola che non significa nulla. Siamo il risultato di uno sforzo teleologico compiuto da una colonia di batteri, molto tempo fa'? Che senso ha quindi (ho sentito questo discorso di recente) parlare di etica sociale, di etica del lavoro, di etica... se siamo solo strumenti momentanei di una consequenzialità la cui origine confina con il caso e il cui fine semplicemente non esiste?
No, ripeto e concordo con il conferenziere, c'è dell'altro, ma non è questo il punto.
Alan Watts dice che quelle parole sembrano pronunciate da un maestro zen, ma credo con una differenza sostanziale: questi, mentre le pronuncia, non è affatto disperato. Il punto è il significato della parola "vita". Il periodo fitto di vicende che si dipana dalla nascita alla morte è davvero una favola raccontata da un idiota, se guardata da un angolo esterno alla nostra descrizione del mondo. Ma il controllo della follia, di cui parla Don Juan, consiste proprio nel danzare all'interno di questo spazio di tempo, come se fosse l'universo, ben sapendo che è solo una visione, una casella del gioco dell'oca, un'isola un po' fuori mano.
Riveleranno le streghe a Macbeth, nell'istante in cui incontra la lama di McDuff, che si trattava di un gioco?
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