Ma quella condizione..
Cammino lungo un sentiero che parte davanti alla mia casa, mezz'ora o un'ora. Cammino piano e guardo punti imprecisi. Una cantilena, o un mantra. L'allegra indifferenza di un neonato. Nessun pensiero si allontana dall'attimo. Nulla è impossibile, tutto è meraviglia, panico, curiosità. Un limbo sospeso tra una gabbia difficile da lasciare e un'onda che tarda a travolgermi. La condizione straordinaria, quella a cui in tanti alludono, con i nomi di meditazione, preghiera, silenzio interiore, arresto del mondo. La fenditura che incontri appena muovi i primi veri passi. Conoscerla una prima volta, riconoscerla, gradualmente imparare ad accedervi, cercarla in ogni istante, ottenerla quando ogni angoscia è finita. Ma non solo allora arriva la luce: il semplice avvicinarsi a quella condizione genera luce, richiama cambiamenti, sconvolge il panorama circostante. Il più timido inizio viene riflesso anche dalle stelle più remote.
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