Il mio nemico a mezzogiorno
Akedia, questo è il suo nome greco, credo. Il demone del mezzogiorno, lo chiamavano i padri del deserto, il più infido nel proporre diversivi per allontanarli dal loro allenamento. Si schiera anche tra i vizi capitali, come accidia.
Lo conosco bene. "Mah, quasi quasi rimando... si, dopo... prima o poi inizierò ad allenarmi veramente... sono già due ore che sono qui, un attimo di sosta... che noia la chiacchiera, ma non ho altro da fare... adesso digerisco... aspetta, voglio ripensare a quella volta... chissà come sarebbe se... fammi viaggiare con la fantasia, no?...".
Istruzioni per il combattimento. Pare sia molto utile salmodiare e meditare, non abbiamo dubbi su questo. Anche tenere fermi gli occhi è utile. Ipnotizzarsi in una concentrazione rigorosa, in qualsiasi attività. Ricordiamo che è il demone più munifico di regali, bravissimo a gratificare l'ego di chi non cade nella sua tentazione. Doppiamente pericoloso, se cedi ti tiene in scacco, più ti crogioli e più ti tiene in un limbo insipido (senza sferzarti troppo, per non ottenere l'effetto contrario), e se ti ribelli e lo spazzi via trasforma il limbo in una reggia, offrendoti in pasto alla superbia.
Quanto è difficile allenarsi!
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