Il nome di questo sito, stilita.net, è a prima vista un ossimoro. Lo stilita se ne sta solitario sulla sua colonna, non è nodo di alcuna rete. Ma già il primo degli stiliti, Simeone, smentisce questa banalità: in fin dei conti, se ha chiesto la costruzione di una colonna, è per distaccarsi dalla folla che lo assedia mentre medita nel suo eremo, gli strappa i peli della barba per collezionare reliquie, gli chiede vaticini e intercessioni con il cielo, inneggia lodi e canti di gloria, nessuno è più stressato dalle masse amorfe di bipedi di un anacoreta di successo. Intuizione formidabile, che eleva Simeone al rango di star religiosa, di santo mass-mediale, la base della sua colonna è un brulicare di pellegrini, curiosi, ambiziosi e business-angels, la sua fama dilaga nel collasso dell'Impero.
Ma lui è un mistico vero, non un progenitore degli opinion maker che infettano i palinsesti e fuoriescono dagli schermi dei salotti italici come colate purulente di sostanza organica, quindi impone, "Altius!", una progressiva crescita della colonna, da tre a venti metri (pensa quel vecchio vescovo che andò a visitarlo e si sorbì un'ascesa al cielo su una scala a pioli dell'ultima lunghezza, roba da rabbrividire, io che soffro di vertigini!). Vuole stare solo, il silenzio è irrinunciabile nell'ascesi.
Questa è una delle comodità della rete: lo sdoppiamento tra l'essere reale, il bipede che si dibatte sgraziato in una curiosa combinazione di spazi affollati e tempi sequenziali, e la sua presenza virtuale (non mi piace questa parola, chiamiamola presenza parallela, o paraesistenza) nel web, come viaggiatore, come interlocutore, e come dicitore di buona ventura, presenza che può interrompersi, riprendere, procedere in asincronia, a sua insindacabile volontà.
La condizione ideale dell'anacoreta: la rete stessa è lo stilo, è la balaustra in cima alla colonna da cui Simeone si affaccia, di tanto in tanto, per dirimere questioni religiose o etiche, ma a sua assoluta discrezione. Nessun obbligo, nessun rumore di sottofondo, anzi, è fin troppo facile essere net-stiliti.
Meno facile è alzare la colonna: non occorre affrontare pellegrinaggi in Asia Minore per ascoltare in diretta l'eremita, poiché nella rete, come nelle facoltà degli iniziati, lo spostamento spaziale non implica l'uso del tempo, ma il numero dei predicatori si avvia a superare, per un prodigio non inspiegabile, il numero stesso dei bipedi, è una gara ad elevare foreste di colonne e a intersecarle con liane dagli strani epiteti e acronimi (RSS feed, Xlink, Xpointer), qualcuna emerge, ma è difficile comprendere a fondo, e impossibile razionalizzare e prevedere, il moto che determina l'altezza delle colonne, il pattern e il plot della rete.
Qui si intrecciano la fortuna e la professionalità, l'intuizione e la dedizione paziente, le teorie dei grafi, del caos, dei giochi, dei frattali. Forse, dovremo indagare le biotecnologie. La rete assomiglia a un organismo non ancora ben differenziato, ma già definibile come forma di vita. Un protozoo goffo e ipertrofico, ma in grado di muoversi, di adattarsi ai cambiamenti, di sbagliare e di correggersi, di sviluppare autoconsapevolezza.
Attenzione, questo è uno dei punti fondamentali del nostro procedere: stiamo varcando la soglia della vita, forme organizzative impeccabili ma rigide come cristalli vengono sostituite da strutture elastiche, che nel loro iniziale disordine tendono a un rigore antitetico alla rigidità, quel rigore funzionale che è condizione necessaria per la capacità di adattamento e riconfigurazione. E qui la funzione dell'anacoreta si chiarisce e si differenzia da esperti, broker informativi, consulenti, predicatori, ciarlatani, prefiche dei forum, casinisti, e interattivi di varie etnie e specie. Meditazione, consapevolezza, veglia, isola di silenzio, drastica potatura del comunicare (ma non è un ossimoro anche questo intervento?), monito a osservare al contempo dall'interno e dall'esterno, conservazione della purezza del modello iniziale, invarianza e teleologia, barra a dritta verso l'jnana. Come un nucleotide di DNA, in attesa di RNA messaggeri.
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